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23 marzo 2007

Storie di calcio / Buio partenopeo

di Fabio (Strippoli) Apicella. Stamane sfogliando la Gazzetta dello Sport, pagina del calcio internazionale, dando uno sguardo a quel che combinano i nostri connazionali in campo europeo, non ho potuto fare a meno di notare, nei TOP 11 europei, il nome di un difensore centrale in forza al Sochaux: Rabiu Afolabi. Questo nome non mi è nuovo, mi ricorda qualcosa... Passo al setaccio la sua carriera e ne ho subito la conferma: trattasi di una delle meteore più veloci passate dalla massima serie italiana. Afolabi era presente infatti nella rosa partenopea della disastrosa stagione 97-98, culminata con la retrocessione nella serie cadetta. Giunto al Napoli dalla Standard Liegi il giovane difensore era predestinato (nelle speranze dei tifosi) ad essere il nuovo Thuram ma, alla fine, in quel campionato, non disputò nemmeno un minuto. I sentori del suo flop si ebbero già nel ritiro allorché Zdenek Zeman, dinanzi alla poca voglia di lavorare di Rabiu affermò: penso che un settantenne abbia più capacità atletiche di Afolabi!!! Per fortuna del calciatore la sua carriera è proseguita a livelli medio alti, difatti ora il Sochaux lotta per un posto in Europa e Afolabi è uno dei cardini della squadra. Fortuna questa che non ha accompagnato i molti giocatori giunti al San Paolo dopo la partenza di Maradona. Tanti gli “eredi” del Pibe de Oro rivelatesi delle vere e proprie pippe.

Come dimenticare il difensore francese centrale William Prunier acquistato per 1 miliardo di lire ed autore di due presenze tra cui una all’Olimpico dove la Roma infierì sul derelitto Napoli segnando 6 reti, ed il terzino destro Bertrand Crasson di nazionalità belga e dalla fisionomia rotondeggiante. Come dimenticare i miliardi spesi per acquistare il mitico Josè Luis Calderon pagato la bellezza di 7,5 mld e che dichiarò di poter siglare 33 gol e cioè uno in più di Angelillo*. Per non parlare poi di Gabriel Bordi detto “El tanque”, giunto da capocannoniere della serie B argentina ma che disputò soltanto due gare. Tra gli attaccanti giunti nel capoluogo partenopeo meritano una menzione particolare l’honduregno Pavon e lo slavo Damir Stojak che, inizialmente, destò una buona impressione segnando una rete contro il Vicenza. Posto “d’onore” anche per il “ministro” Flick, difensore acquistato dall’Eintracht Francoforte e per il brasiliano Paquito, rispedito repentinamente in prestito al Ravenna ed al quale veniva imputata un’amicizia “particolare” con il brasiliano dell’Inter Vampeta. Insomma dopo la partenza di Maradona al San Paolo si sono spente le luci della ribalta per molti, troppi anni. Ora che il periodo nero sembra sia passato non ci resta che augurare al Napoli di ricalcare i palcoscenici che merita. * Antonio Valentin Angelillo (nel filmato), nella stagione 1958-59 realizza ben 33 goal in 33 presenze in Serie A, record rimasto per sempre imbattuto nei tornei a 18 squadre.

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